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Carissimi parrocchiani,

la prima lettura di oggi invita a fare memoria della propria storia e della propria vita. “Ricordati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere…” (Dt 8, 2). In questo giorno in cui la Chiesa celebra la Solennità del Corpo e Sangue del Signore ho l’emozione di comunicare ufficialmente a tutti voi che dal prossimo 1 Settembre non sarò parroco di San Corbiniano per assumere l’impegno delicato e nuovo per me della conduzione della Pastorale Giovanile della nostra Diocesi di Roma.

Ma più che parlare di questo vorrei fare memoria grata davanti al Signore di questi cinque anni trascorsi con voi: cinque anni intensi, faticosi, unici e pieni di entusiasmo della mia vita sacerdotale, ma penso anche per la vita di questa Parrocchia. Il Signore mi ha chiamato ad essere un parroco di passaggio che ha preparato la comunità all’ingresso in questo complesso parrocchiale, che ha celebrato e avuto l’onore di essere presente il giorno della Consacrazione di questa chiesa stupenda e meravigliosa e nello stesso tempo di partecipare ad un “pezzettino” fondamentale della sua storia e spero di aver contribuito a dare un volto fraterno ed accogliente e a porre le basi di una comunità che sia contenta di appartenere a Dio. Il Signore mi ha nutrito molto in questi cinque anni, mi ha riempito di gioia e di affetto; mi ha regalato ( forse perché sapeva dello scherzo che dopo pochi anni mi stava per fare!) tanta soddisfazione umana, tanta gratificazione anche nel mio sacerdozio e mi ha permesso di vedere tanto bene e di essere spettatore dei suoi miracoli e della sua grazia. Porto nel cuore e nel bagaglio della mia storia gli anni più belli finora della mia vita sacerdotale. Ringrazio il Signore per aver avuto la possibilità di questo regalo così bello e nello stesso tempo di aver avuto l’onore di servire e annunciare il Vangelo in questo quartiere.

Lascio la parrocchia grato al Signore e a tutti voi per l’affetto, la stima, la cordialità che si è creata tra me e voi, per la vostra disponibilità, confidenza verso di me, per avermi considerato in tante occasioni non solo un fratello ed un amico, ma anche un padre chiamato a rendere visibile per mandato del Vescovo la paternità di Dio. Grazie per avermi fatto entrare nelle vostre case e nei vostri cuori come ministro del Signore, come uno di famiglia, per avermi voluto bene, per avermi incoraggiato, per avermi dato segni di affetto che hanno messo nel cuore la voglia di fare molto e bene, per aver mi stimolato a non perdere tempo, a sentire l’urgenza di annunciare il vangelo e di fare di questo luogo nuovo  non solo delle mura belle o pareti bianche, ma spazi ricchi delle voci dei bambini e spero spazio di famiglia serena e felice di stare con Dio; grazie per avermi compreso e anche perdonato per tante distrazioni, stanchezze o inadempienze. Vi ringrazio per avermi dato la possibilità di esercitare il sacerdozio: vi sono grato perché lascio la parrocchia dopo cinque anni, ma con dentro una gioia ancora più forte di essere sacerdote e felice di esserlo; grazie per aver dato al mio sacerdozio la qualità della giovinezza e per avermi aiutato a misurarmi con una sfida grande, che mi ha provocato dentro e che mi lascia ora la certezza che vale proprio la pena essere sacerdoti e vi dico grazie per avermi confermato che è proprio bello avere l’impagabile onore di annunciare il Vangelo. Il Signore mi ha permesso di essere parroco della parrocchia dei sogni, penso che questa parrocchia sia quella che ogni parroco pensa di incontrare e di servire. Il Signore mi ha fatto questo regalo stupendo e oggi lo ringrazio con tutto me stesso di questa comunità che come ho sempre detto in modo scherzoso  ai bambini è la più bella parrocchia della città!  Ma noi vogliamo bene alla Chiesa, tutta e vi confido che ho detto al Cardinale Vicario un sì impegnativo e faticoso anche per me: vi chiedo di dirlo con me nel donare il vostro parroco ad un servizio di cui ancora non mi sento capace, ma ho pensato che ciò che rende feconda la Chiesa non è la capacità, non sono solo i legami umani e cordiali, non le opere ma la grandezza dei nostri sì e della nostra obbedienza. Senza questi sì la chiesa sarebbe povera, sterile e si bloccherebbe. In questi giorni ho solo capito che era importante dire il mio sì sereno ed obbediente; mi sono chiesto:  se dicessi un no con forza, tra qualche settimana, tra qualche mese come sarebbe risuonato dentro il mio cuore, dentro la mia preghiera e dentro il mio stesso servizio sacerdotale? Penso che ne avrei avuto un danno personale e che sarebbe mancata una fecondità di bene anche per tutti voi. Per cui ho accolto la proposta del Vescovo e del consiglio episcopale che nel suo discernimento sente il bisogno della mia disponibilità a mettere le mie energie al servizio dell’animazione e della promozione dei gruppi dei ragazzi e dei giovani della nostra città. Vi chiedo di pregare per me: la vostra preghiera la sento necessaria perché sincera e così credo che lo Spirito santo, anche grazie a voi, mi aiuterà di più!

Permettetemi di dire un grazie grande a tutti voi che avete scelto questo luogo per celebrare l’Eucarestia domenicale e che dica il mio abbraccio grato a ciascuno dei gruppi che ho voluto e seguito:

al gruppo della segreteria parrocchiale, mamme e nonne che hanno custodito noi sacerdoti e che mi hanno aiutato con generosa dedizione a non far mai mancare l’accoglienza ad ogni domanda; vorrei dire grazie all’ACR che è lo spazio più bello dove i bambini e le famiglie sentono la gioia di appartenere alla Chiesa e di essere amici di Gesù che ci ha permesso di mettere al centro proprio i piccoli; grazie alle catechiste dei bambini e dei ragazzi delle Cresime, agli animatori dei giovani e del dopo Cresima: li ringrazio del servizio amorevole che svolgono: dico grazie a loro per aver lavorato in fraternità, senza mai essere navigatori solitari, per aver dato insieme la testimonianza che più che dare contenuti, volevamo dare un volto credibile di Chiesa, un volto materno, capace di regalare il volto di un cammino di catechesi libero da obblighi, ma pieno di umana vicinanza certi che laddove si è cordiali il Vangelo arriva prima. E’ così che ho vissuto anche la Messa delle ore 10.15 che certo un po’ mi mancherà!

Vorrei dire grazie a chi ha con me iniziato ad impostare il delicato campo della Caritas: gruppo che è cresciuto e che ha tutte le potenzialità per crescere e che non ha mai detto no, ma ha saputo maturare in poco tempo un’intelligente servizio dove è palpabile non le cose che diamo, ma il cuore della disponibilità.

Vorrei dire grazie a tutti coloro che hanno partecipato all’appuntamento settimanale con la Lectio Divina credendo nella forza della Parola, grazie alla realtà umile del  Movimento dei Focolari, al seme della Parola di vita e al servizio verso i piccoli nell’associazione Happy Time; un grato abbraccio a chi ha cercato di dare sostanza ad avvicinare giovani coppie e a messo le basi ad un cammino di accompagnamento nel post battesimo; un grande grazie al gruppo liturgico con la cura di momenti alti e fraterni di preghiera e di sensibile vicinanza agli ammalati; grazie alla simpatia di un servizio piccolo e vivace dei nostri ministranti,  vorrei dire grazie al coro degli adulti e dei bambini per essere stati con la loro dedizione esperienza di sintesi di tutta la Parrocchia e di aver testimoniato la voglia di stare insieme, dico grazie alla realtà dei separati che ho voluto con forza come segno di accoglienza e spazio di ascolto di ferite pesanti, ma anche segno della carezza di Dio. Permettetemi un grazie speciale al gruppo degli Orsi cui ho tenuto molto come sapete: papà generosi che hanno  protetto e custodito la parrocchia, con i quali è nata una sintonia ed amicizia che sta facendo maturare la comunità  come famiglia di famiglie.

Il mio grazie alle Suore di Sant’Agata sia per il servizio che svolgono con materna precisione qui, ma anche per essere state per tanti anni grembo e casa della nostra parrocchia; un abbraccio forte a don Samuele e don Giuseppe che hanno creduto al progetto di parrocchia che in questi anni proponevo, li ringrazio per essermi stati dietro con amicizia sincera, per avermi compreso, perdonato, sostenuto e affiancato in un rispetto per me sempre delicato e discreto, per aver condiviso entusiasmi, sofferenze, conquiste ed incertezze e per avermi testimoniato la serenità del loro ministero.

V’invito così ora a considerare padre don Luigi Lani che il Signore ha pensato come parroco di San Corbiniano: accoglietelo con affetto e premura perché si senta a casa e sia così favorito a continuare la costruzione e il consolidamento della comunità. E’ un sacerdote ricco già di un’esperienza di dieci anni di parroco e Dio lo ha preparato ora per tutti voi. E’ sacerdote dal 1995, un anno prima di me e ha 47 anni. Sono entrato al Seminario Maggiore con lui nel 1990 e ricordo di aver condiviso una bella amicizia allora e di aver avuto con lui un rapporto di simpatia, stima e rispetto. Ricordo la sua serietà e so per certo della sua vita di preghiera, della sua forza e della sua preparazione. E’ donato alla parrocchia di San Corbiniano un sacerdote in gamba, cresciuto in una parrocchia e maturo nella sua esperienza sacerdotale. Sono sicuro che sarete contenti che la sua delicatezza, la sua sostanza spirituale e la sua ricchezza umana che conosco vi aiuteranno a crescere insieme.

Rimane in me l’affetto e la preghiera: rifletto anche che è importante conservare la certezza che il pastore unico è il Signore e che insieme dobbiamo seguire Lui; sono felice così che il Signore permette che la parrocchia non sia mia, ma è sua e della Chiesa, come il mio sacerdozio appartiene a Lui e alla chiesa di Roma che amo da bambino e che voglio servire con tutto me stesso nei modi che la volontà di Dio ora e nel futuro mi chiederà. Fidiamoci insieme del Signore. Oggi che è il Corpo e Sangue del Signore metto nell’Eucarestia tutto il servizio di questi cinque anni, ringrazio per l’eucarestia che ho celebrato qui e per il bene che la Messa mi ha regalato. Nel pane di oggi metto tutta la mia vita e nell’Eucarestia consegno il ministero di cinque anni perché ciò che mi è stato concesso di ricevere e di donare si trasformi in bene per tutti e sia benedizione per tutti voi che il Signore mi ha concesso d’incontrare e di servire.

Grazie di cuore a ciascuno e continuiamo a pregare gli uni per gli altri: San Corbiniano continui a proteggermi e ora anche io sono chiamato a fare come l’orso;  arrivato a Roma l’orso viene chiamato a lasciare san Corbiniano: anche io personalmente sono chiamato a vivere questo distacco, ma a testimoniare che il vero pastore che ci accarezza e ci prende per mano è Gesù: l’unico che è con noi tutti i giorni fino alla fine. Amen.

 

100 FAMIGLIE PER SAN CORBINIANO